L’Italia è il Paese che vanta un debito pubblico stratosferico; il Paese della giustizia che è percepita ingiusta dai cittadini. E’ il Paese degli sprechi, dei viadotti che crollano, delle opere pubbliche finanziate e mai ultimate, dei concorsi truccati,
Soltanto in Italia si gioca con il portafogli dei cittadini, in particolar modo con quello dei milioni di pensionati che, dopo aver speso la loro vita operativa a lavorare per mandare avanti il Paese, si vedono destinare pensioni da fame, con le quali non riescono a far la spesa (si fa per dire) neppure al discount o al mercatino rionale. Vedere un anziano che compra due uova, un broccolo e una mozzarellina da pochi centesimi è una delle mille vergogne di questa Paese che impone una multa di 200 euro e tre giorni di chiusura al gestore di un chiosco per non aver rilasciato uno scontrino da 41 centesimi! E’ irridente che alcuni parlamentari abbiano accettato (bontà loro) di ridursi di un trentesimo il vitalizio mensile che, in proporzione, equivale ad un bicchiere di vino alla spina al Circolo della Terza Età. E’ spregevole che molti altri si siano addirittura indignati di fronte all’ipotesi di una decurtazione della cospicua pensione perché «… i diritti acquisiti sono intoccabili». E’, infine, intollerabile che al vertice della categoria dei privilegiati ci siano i politici che, ahinoi, abbiamo eletto a rappresentarci in Parlamento. Questa è oggi l’Italia, il Paese della politica dello sfascio, della politica economica che non regge il confronto con la maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea; il Paese che vanta un debito pubblico stratosferico; il Paese della giustizia che è percepita ingiusta dai cittadini. E’ l’Italia degli sprechi, dei viadotti che crollano, delle opere pubbliche finanziate e mai ultimate, dei concorsi truccati, della connivenza, degli appalti illeciti e dei collaudi fittizi, del dissesto geologico e delle abitazioni mai consegnate ai terremotati. In quest’Italia è difficile continuare a credere e la pazienza dei cittadini ha superato ogni limite. Quel «cambiamento radicale» di cui ogni esponente politico si fa da anni facitore e garante non esiste nemmeno sulla carta e le loro false promesse stanno per toccare il diapason della rabbia popolare.
In un contesto così allarmante, in particolare sul piano economico, sono gli italiani a subirne le conseguenze: i lavoratori perché il potere d’acquisto del loro stipendio è ridotto al lumicino anche che Berlusconi, tre anni fa, ebbe a dire senza vergogna che «… gli Italiani stanno bene, basta guardare il traffico automobilistico sulle autostrade che portano al mare per le vacanze». Le conseguenze si scaricano soprattutto sui tanti pensionati per i quali il potere d’acquisto del loro assegno mensile si assottiglia sempre di più e, d’altronde, basta che un titolare di pensione si rechi in farmacia per veder volatizzare i quattro euro che gli corrisponde l’INPS. Il blocco dell’adeguamento al costo della vita delle pensioni decisa dal Governo Monti quattro anni fa è stato considerato illegittimo dalla Corte Costituzionale per cui ben sei milioni di pensionati hanno diritto ad un rimborso rapportato alla loro pensione: si tratta di 5 miliardi! Le fonti d’informazione pubblica, com’era da aspettarsi, non hanno per niente chiarito quali pensionati avrebbero diritto al recupero delle somme indebitamente trattenute e, forse, capiremo nel prossimo mese di agosto, come promesso dal governo Renzi, a chi e come saranno restituiti questi rimborsi. Si tratta di un’altra illusoria manovra politica prima delle elezioni amministrative parziali, di un’altra promessa senza riscontro? Lo stesso presidente del consiglio ha affermato che il ventaglio economico delle cifre che saranno restituite ai pensionati è compreso tra i 280 ed i 750 euro ma, a fronte dei sei milioni di pensionati aventi diritto, più di un decimo di loro sono già stati esclusi!
A questo punto non mi convince per niente il fatto che Renzi rappresenti la sinistra storica italiana: quella sinistra razionalmente rivoluzionaria a difesa dei diritti umani, del posto di lavoro, del confronto d’idee e di opposizione al clientelismo non esiste più se non nei ricordi e, talvolta, nelle convinzioni degli “ultimi moicani”. Oggi il Partito Democratico è allo sbando, dilaniato da lotte interne che ne insidiano la credibilità e lo stesso Renzi che lo rappresenta (sic!) è considerato, non so con quanta ironia, filo-Berlusconiano. Certamente non è colpa sua se molti italiani vivono al limite della povertà, se molti pensionati giocano a carte nei parchi pubblici dove non devono pagare la consumazione, ma è colpa sua se non fa niente per invertire la tendenza. Anch’io sono un ex dipendente statale in pensione del settore scuola da otto anni e percepisco un assegno decoroso … e gli altri? E l’onestà intellettuale dei politici che a noi dovrebbero provvedere? Non so perché, mi viene da parafrasare un noto spot televisivo: «Belli fuori e sporchi dentro».